Invece appena era sicura che don Pio era fuori di casa e che Giorgio, il fido cameriere, era a pranzo o non poteva andare nelle stanze del marito, ella vi penetrava furtivamente, rovistava fra le carte, nelle tasche degli abiti, cercava, cercava quella prova della colpabilità di Maria, quella prova che doveva facilitarle la vendetta.

Un giorno ella trovò sulla scrivania di don Pio un paio di lunghissimi guanti da donna e sorrise a denti stretti, come se quello fosse un indizio che una volta o l'altra il marito avrebbe dimenticato una lettera, una prova, come aveva dimenticato quei guanti, e li guardò, li odorò lungamente e poi si diede a fissare la scrivania supponendo che in essa stesse rinchiusa tutta la corrispondenza di Maria. Se la forza le fosse bastata, con un colpo avrebbe volentieri fatto saltare quel cassetto, che credeva le nascondesse uno scambio di sentimenti, una ardente passione, che la defraudava di tutto, anche delle rare e misere gioie concessele dal suo matrimonio.

Ella fu sul punto di portar via quei guanti, ma poi ebbe paura della collera di don Pio, e li ripose dove li aveva trovati; ma quel giorno stesso scrisse al Rosati pregandolo di passar da lei in serata.

La sera, prima donna Teresa era tornata in città dopo un lungo soggiorno a Perugia, e la nuora prima del pranzo andò nel quartiere della duchessa per consegnarle le gioie che aveva tenute in custodia durante la sua assenza. Mentre le due signore parlavano, la madre esaltando l'attività di don Pio, che aveva in così breve termine condotto a fine il teatro, la moglie biasimando le azioni del marito: entrò il principe con i guanti in mano.

—Credo,—diss'egli dandoli alla madre,—che ieri sera tu li abbia dimenticati in carrozza quando venni a prenderti alla ferrovia.

—Sono appunto un paio di guanti che stamane ho fatto tanto cercare alla cameriera,—disse la duchessa gittandoli in una coppa di Sassonia.

Donna Camilla fissava con rammarico quei guanti. Dunque Pio non dimenticava nulla di Maria, non avrebbe mai dimenticato nulla, non si sarebbe mai tradito?

La presenza della madre rendeva don Pio espansivo durante il pranzo, e quella sera, quando furono seduti a tavola, non rifiniva più di parlare. Pareva che a lei sentisse il bisogno di narrar tutto, e donna Camilla soffriva essendo certa che con lei non provava un bisogno uguale. Alla madre narrò che per sè nel nuovo teatro aveva riserbato la barcaccia di destra al parterre, e che per la Stampa aveva fatto preparare quella di fronte. Disse che tutti e due quei palchi avevano un salottino dietro per fumare, e che il teatro era riuscito elegante e carino quanto mai.

—Tu avvezzi male i tuoi redattori,—disse ridendo la duchessa,—li tratti da principe.

—E tratta le loro mogli meglio della principesse,—disse donna Camilla senza alzare gli occhi dal piatto.