—Pare che la miseria e la casa Rossetti fossero come i due fratelli Siamesi, e che soltanto la comparsa del Caruso in quella casa cacciasse la brutta ospite,—rispose Fabio.

—E allora la signora dovrebbe avere molta gratitudine per il marito?

—E l'ha infatti. Ella è una moglie modello e la sua volontà è sempre sottoposta a quella di Ubaldo.

La principessa fece udire un piccolo riso stridente e acuto.

—Io metto in dubbio tutta quella gratitudine e tutta quella sommissione.

C'è negli uomini un sentimento innato di cavalleria, che li spinge a difendere le donne quando le sentono accusare dalle rivali e a difendere specialmente le belle, quelle che danno per gli occhi un godimento al cuore e che tutti guardano con un segreto desiderio di possederle.

Quel sentimento spinse il Rosati a farsi il paladino di Maria.

—Ne è forse innamorato anche lei?—domandò la principessa con dispetto.

—No,—rispose egli sinceramente,—ma la giustizia mi fa parlare in favore della bella donna.

—Ci siamo troppo occupati di lei e non menta il conto di perdere il tempo,—disse la principessa accennando al Rosati una poltrona,—mi parli piuttosto del teatro e me lo descriva.