E gli afferra il capo nelle mani, gli avventa in faccia la sua intenzione disperata d’ebrezza e d’oblio:
— Son tua, tua tutta quanta, anima e corpo.... non d’altri che tua, perché io voglio così, intendi? da ora, per sempre... Amo te, amo te solo, non ho amato che te in vita, lo giuro, lo giuro.... Per accontentarti, son pronta anche a sacrificarmi, anche a perdermi, anche a morire.... Fa ciò che vuoi di me, Aurelio.... Prendimi, soffocami, uccidimi, se ti piace.... Il tuo piacere è tutta la mia felicità!
Un attimo d’esitazione nel giovine; e poi l’effetto d’un impulso oscuro, selvaggio, irresistibile. Ella si abbandona a lui quasi senz’anima, supina, inerte, con due lacrime fisse negli angoli degli occhi come due gemme, trasfigurata.
...... E il tempo vola. Il tempo si precipita nel nulla inavvertito, sopra la loro letargica voluttà. Quanti istanti ha battuto il palpito dei loro cuori? Quante ore son passate? Quanti secoli?....
..... D’improvviso ella riapre gli occhi faticosamente, come destandosi da un sopore mortale, come tornando alla vita da un’altra vita increata e divina, di cui non serba nella memoria che un rammarico immenso e confuso. — Mio Dio, che freddo! Che chiaror livido! Che strani suoni dispersi nell’aria!.... Dove si trova ella mai? D’onde proviene quell’umido gelo che tutta la intirizzisce? Chi le opprime il respiro? Chi bisbiglia, chi si muove, chi fugge intorno a lei?... — Passano alcuni minuti in cui ella lotta in vano contro la nebbia che le offusca il cervello; in cui cerca inutilmente di coordinare i suoi pensieri, di rendersi conto delle sensazioni inesplicabili ond’è sorpresa.... Finalmente con uno sforzo enorme, solleva un poco il capo e si guarda in giro, smarrita.
È l’alba.
È la fredda livida alba che succede alla benigna notte lunare.
È la realità che succede al Sogno.
È la luce nemica e beffarda che fuga trionfando la coorte delle Tenebre e sembra disperdere con queste l’incanto breve che esse hanno tramato. Per sempre? Forse, per sempre!...
— Aurelio! — ella chiama, invasa dall’orrore, con un fioco grido. — Lévati! È giorno.