— Oh.... questo poi....
— Ma, caro signor Isidoro....
— Sì, sì.... Il potere?.. Brighe, fastidi.... niente altro.... Esser servi di tutti, avere una folla di nemici, vedersi messi in berlina per le gazzette, ecco ciò che significa stare in certi posti.... Meglio l'essere oscuri, mille volte meglio.... Almeno io la ho sempre pensata così.
Ma mentre parlava in pubblico su questo tuono, il signor Isidoro scriveva due volte al giorno al senatore commendatore per eccitarlo a romper gli indugi, ad accettare il portafoglio, a dar questo nuovo lustro al nome dei Ferrarecci.
La combinazione ministeriale in cui doveva entrare il commendatore Filiberto andò fallita, e svanirono con essa le splendide prospettive del signor Isidoro. Egli cercava di fare il disinvolto e diceva: — Meglio così.... L'avevo sconsigliato anch'io....
Quindi riscaldandosi da sè, come avviene sovente, egli si scagliava contro la politica. — Io predico sempre a mio fratello che si ritiri, che di gloria ne ha ormai abbastanza, che avrebbe diritto di riposarsi.... Tanto e tanto nessuno gli è grato perchè si ammazza lavorando da mattina a sera.
Però quando un giorno un suo conoscente gli fece la burletta di dirgli a bruciapelo: — Mi assicurano di aver letto in un giornale che tuo fratello rinuncia a tutti i suoi uffici e rientra nella vita privata, — il signor Isidoro divenne bianco come un cencio lavato, corse prima a casa a veder se ci fossero lettere del commendatore, poi al caffè a leggere i fogli e non ebbe pace finchè non acquistò la certezza che in quella notizia non c'era ombra di vero.
Eppure, alla stretta dei conti, che cosa ci guadagna il signor Isidoro dalla posizione di suo fratello, se in tanti anni non è stato fatto nemmeno cavaliere della Corona d'Italia? Non inarchi le ciglia, gentile lettrice; pare impossibile, ma è così. Il commendatore Filiberto, scrupoloso com'è, vedrebbe malvolentieri accordato a un membro della sua famiglia uno speciale favore che si potesse ritenere attribuibile all'influenza di lui. Meglio quindi non recargli questo dispiacere, perchè se il dare una croce costa poco, il non darla costa ancora meno.
Infine, siam giusti, il signor Isidoro è persona discreta. Gli basta farsi credere depositario di segreti che non ha, stromento di concessioni che non può ottenere, gli basta sopratutto poter seccare il prossimo all'ombra della riputazione fraterna. E in quest'ultimo punto egli riesce a maraviglia, ve lo assicuro. Ci riesce quando vi trova per la strada e quando viene a visitarvi a casa, ci riesce quando vi dice le sue opinioni e quando vi domanda le vostre, ci riesce quando è loquace e quando è taciturno, quando parla grave e quando vuol essere arguto, quando è lusinghiero e quando è accigliato. Dio buono! Ho paura che ci riesca anche quando inspira le pagine d'uno scrittore. Signora lettrice, se si è annoiata davvero, non se la pigli meco, ma ne dia la colpa a lui, al fratello del grand'uomo. Egli ha tanti di questi peccatacci sulla coscienza che si può affibbiargliene un altro senza rimorso.