— E io invece non ho mai voluto ingerirmi in nulla.... Non ho voluto favori, nè onorificenze....
— Se avesse voluto....
— Non dico questo.... ma infine.... Gli è che io preferisco l'oscurità.... Basta, siamo intesi....
Detto ciò, il signor Isidoro si allontana pomposamente, superbo di vedere sollecitata la sua protezione.
Il signor Isidoro legge dalla prima all'ultima riga i discorsi che suo fratello pronuncia in Senato, legge i fogli politici tanto ministeriali che di opposizione, e se in questi ultimi vede qualche volta tartassato il grand'uomo, spiega una temperanza, un'equanimità da lasciare edificato l'uditorio.
— Io non appartengo a nessun partito.... io sono indipendente.... non guardo in viso a nessuno, io.... Mio fratello è una bravissima persona, ma anch'egli i suoi errori li avrà commessi.... Io non ho certo tutte le sue opinioni, nemmen per idea, e posso dire che nelle occasioni gli ho detto l'animo mio, e in qualche caso egli non ebbe a dolersi di avermi abbadato.... Non lo dico già per vantarmi.... Tutto dipende dal non essere uomo di partito....
— Sicuro; il partito rovina tutto, — osservano, sorseggiando il caffè i sapientoni del Mercurio Risorto.
Durante un cosidetto rimpasto ministeriale si diffuse la voce che il commendatore Filiberto potesse esser chiamato a formar parte del Gabinetto. Bisognava vedere il signor Isidoro in quei giorni. Che maestà olimpica nella sua persona, che gravità piena di significato nelle sue frasi, che eloquenza nei suoi saluti e nelle sue strette di mano!
Gli adoratori del sole che sorge gli si affollavano intorno più ossequiosi che mai, serii s'egli era serio, faceti s'egli era faceto, sollecitanti il suo patrocinio con lo sguardo e con le parole.
— Chiacchiere dei giornali, — diceva l'egregio uomo, — tutte chiacchiere.... Non c'è nulla di positivo.... Mio fratello non si è ancora deciso.... Ha scritto anche a me per domandare il mio parere.... Io sono franco.... l'ho sconsigliato....