— Che il babbo è sul punto di riprender moglie.

Queste parole caddero nella stanza come un fulmine, e gli effetti da esse prodotti ebbero un carattere di contemporaneità che non si può rendere nella narrazione.

— Misericordia! — gridò l'Angelica esterrefatta, lasciando cadere il pingue Artaserse, che, sorpreso dell'insolito trattamento, corse a rifugiarsi sotto la credenza soffiando in un modo affatto ostile.

Il signor Emilio die' un balzo prorompendo in tuono di rimprovero: — Clarina!

Ma intanto la signora Fanny era divenuta bianca come un lenzuolo, e aveva afferrato convulsamente con una mano la spalliera della seggiola, mentre si passava e ripassava l'altra mano sugli occhi, come per diradare la nebbia che vi si andava addensando.

Clarina le fu addosso in un attimo, e gettatele le braccia al collo (la signora Fanny s'era lasciata cader sulla seggiola) le disse con lacrime dirotte: — Oh perdona; lo sapevo che tu dovevi essere la mia mamma. Era il babbo, cattivo, che, pur volendoti bene, non si persuadeva a niun costo di ciò ch'io avevo indovinato....

La signora Fanny mise un grido ineffabile, e questa volta svenne davvero.

Le furono tutti attorno, l'Angelica che non capiva sillaba dell'avvenuto, il signor Emilio, ormai inabile a simulare, e di null'altro sollecito che di confermare le indiscrezioni della figliuola, e la Clarina finalmente, giuliva, trionfante, come un generale che ha vinto una battaglia.

Il resto ve lo potete immaginare. Solo vi dirò che, al finire di quella sera così piena di emozioni, il signor Emilio, abbracciando teneramente Clarina, le disse: — Sai che il tuo si può chiamare un colpo di Stato?

— Lo so, ma se fossero tutti di questo genere, il mondo non avrebbe a lagnarsene.