— Oh vi pare?

— Lo voglio, lo voglio assolutamente. È il primo servizio che le domando dopo tanto tempo.... Non deve dirmi di no.

— Se credete proprio che sia necessario....

— Necessariissimo. Giudicherà lei.... Sono qui da due giorni a visitare la mia famiglia, e mi si intenta un processo, per iniziativa di mio marito.

— Cara Doretta, — interruppe il signor Anselmo, — non si potrebbe prender la cosa con più flemma? E per esempio non si potrebbe sedere?

— Sediamo pure, — disse Doretta.

Ma seduta che fu, non rallentò la foga del suo discorso. Doretta, come si vedrà, era alquanto ciarliera.

— Sa già di che si tratta.

— Veramente lo so molto poco,

— Lo sa meglio di me. Si tratta del tenentino Baraldi, che dicono mi faccia la corte, e dal quale, a sentirli, io me la lascerei fare di buon grado. Falsità se mai ve ne fu... Io vidi Baraldi per la prima volta tre mesi or sono in Firenze dalla contessa Orelli... cioè non è contessa niente affatto, ma vuol che la chiamino così... ormai non mi accade più di trovare una persona che non sia nobile, e anche la mia serva pretende d'esser cugina dei Peruzzi. Ma torno a bomba perchè non mi piacciono le lungaggini. Ero dunque dalla contessa Orelli, di sera; saremo stati una dozzina di persone al più. La Orelli aveva mal di capo, e il salotto non era rischiarato che da due lumi a carcelles, uno col cappello di carta rosa e l'altro col cappello di carta verde. La padrona di casa, che stava dalla parte del lume verde, pareva un limone acerbo, sua sorella, la Derilleri, che era accanto al lume rosa, pareva una barbabietola. In mezzo c'era una zia con un profilo verde e un profilo rosa, bellissimi entrambi a vedersi. Del resto, la Orelli e la Derilleri son due donne mature che però non vogliono ancora battere in ritirata. Della Orelli tutta Firenze sa che ha una relazione...