— Nemmen per sogno, io non te lo permetterò mai.

— In fin dei conti son libera.

— Finchè son vivo io, mia figlia non si abbasserà a lavorar per guadagno.

— Pregiudizii. È necessario che le donne comincino a procurarsi da sè i mezzi della loro esistenza.

— Idee nuove che io non accetto.

— Idee vecchie sono piuttosto le vostre....

— Oh bravissima. Si metta a censurar suo padre. È di moda....

— No, babbo.... io non volevo.... Ah me infelice! Il mio Ettore! Il mio Ettore!

E giù in un pianto dirotto.

Questa scena rinnovata più volte con piccole variazioni finì col produrre singolari cambiamenti nel modo di vedere della signora Paolina, e in capo a quattr'anni di vedovanza, ella, senza nemmeno saper rendersi conto del come, si trovò fidanzata una seconda volta.