— Son qua io, — prese a dire il dottore che si avvicinava tenendo in una mano la candela, e trascinando con l'altra una sedia. — Non m'ero già offerto di farvi io la lettura?
— Se volete leggere, fate il vostro comodo. Nè io, nè mia moglie non aspettiamo lettere, non vogliamo saperne.... Per me riprendo la Gazzetta, — replicò il Nebioli, quantunque con tuono alquanto più rimesso. E sedette fingendo d'immergersi nuovamente nel giornale.
— Va benissimo, — disse il dottore senza scomporsi. Spinse verso la tavola la poltrona della signora Gertrude, le accennò di prendervi posto, estrasse dal taschino del panciotto un paio di lenti, le inforcò al naso dopo averle forbite col fazzoletto e poi cominciò:
«Caro babbo, cara mamma.
«Dopo tanti mesi torno a scrivervi. So che non mi risponderete e non oso chiedervi che mi rispondiate, ma in ogni modo seppure ho rinunciato alla speranza di ricevere una vostra lettera e forse di vedervi più mai, non voglio lasciarvi credere ch'io mi sia dimenticata di voi, ch'io non vi ami più.
— Si può dare un esordio più pretenzioso? — brontolò il signor Massimiliano alzando gli occhi dalla Gazzetta. — Ancora ha ragione lei.
— Attendete alla vostra politica, — disse il medico. — No, signora Gertrude, non pianga così!
E ripigliò la lettura.
«Son così piena di brighe che Dio sa quando finirò questa lettera che comincio oggi; dunque non vi metto nemmeno la data. A ogni modo voglio ch'essa vi arrivi prima del Natale, prima di quel Natale che mi desta in cuore una folla di pensieri e di ricordanze. Come volano gli anni! Mi par ieri quand'ero bambina e la povera nonna facendo capolino col suo gran cuffione bianco dall'uscio della sua camera, mi chiamava misteriosamente con un cenno del capo e tirava fuori dal cassetto una bambola nuova. Mi par ieri quando si preparava l'albero con la mamma, e i cugini e le cugine venivano a passar la serata in casa nostra. Anche il babbo si metteva di buon umore, e io dicevo a tutti: non è vero che il babbo sia burbero; vedete? egli ride. E ho negli orecchi lo scampanìo delle chiese che mi faceva sognare un mondo nuovo e mi empiva lo spirito di visioni dolci e solenni, onde stentavo tanto a dormire, ed ero così beata della mia veglia! Ahimè! La nonna è morta, i cugini e le cugine si sono dispersi, io ho cessato da un pezzo d'essere una bimba e non sono più con voi altri.
Il signor Massimiliano si raschiò in gola e poi starnutì.