— Dottore, interponga lei una buona parola, — soggiunse a mezza voce la povera donna. Ma egli le accennò ch'era meglio finir la lettura.
«Voi non vi aspettavate di diventar nonni così presto, e giudicherete strano che nelle altre due lettere scrittevi io non vi annunziassi quello che si preparava. È giusto, ma non so perchè, io m'ero fitta in capo di farvi un'improvvisata a cose compiute. Speravo davvero che questa creaturina sarebbe stata un maschio (noi donne siamo tanto sfortunate) e pensavo che forse anche il babbo, se avessi potuto dirgli: ti è nato un nipotino, avrebbe spianato la sua fronte severa. Per amore di lui, babbo, se non per amor mio, perocchè egli, poveretto, colpe non ne ha. Le sue manine sono pure, i suoi occhi sono innocenti come quelli degli altri bimbi; o perchè dunque troverà egli, al suo entrare nel mondo, meno affetto, meno sorrisi, meno baci ad accoglierlo? Se il vostro cuore dev'essermi chiuso per sempre, oh non sia chiuso almeno per esso. Io gli insegnerò ad amarvi, le prime preghiere che i suoi labbri di rosa alzeranno al Signore saranno per voi; fate che io possa dirgli che voi pure gli volete bene, che voi pure qualche volta, tra le pareti della casa ov'io nacqui, pronunciate con dolcezza il suo nome e gli inviate un saluto per mezzo degli uccelli che volano, delle nubi che passano, e lo raccomandate al buon Dio che protegge i bambini.
— Oh dottore, dottore, non ne posso più, — esclamò la signora Gertrude rompendo in un pianto dirotto.
— Già le donne non sanno altro che piangere, — urlò il Nebioli che voleva mostrarsi impassibile. — Lascialo finire, per Dio.... Avanti, avanti, Beverani... La mia signora figliuola ha la penna spedita come la lingua.
E continuò a misurare in lungo ed in largo il salotto, guardando di tratto in tratto la sua ombra sulla parete e dando segni frequenti di essere molto infreddato.
Il dottore indirizzò una parola affettuosa alla signora Gertrude, indi proseguì:
«Assicurano ch'egli mi somiglia; io non lo so, so che mi par tanto bello. Potete immaginarvi che lo allatto io stessa; a trovare una balia si dovrebbe girar mezza provincia, e poi dove ci sarebbero i quattrini da pagarla? Già in questi paesi è sempre necessario applicare il proverbio: Chi si aiuta Dio l'aiuta. Se la mamma fosse qui, gliene racconterei di curiose circa al gran momento in cui il signorino è nato. Figuratevi che di levatrici non ce ne sono, ma c'è almeno una dozzina di femmine le quali in questi casi offrono i loro servigi e assordano con le loro grida e coi loro consigli. E siccome non vanno d'accordo fra loro, finiscono quasi sempre coll'attaccar briga e col tirarsi per i capelli. Ugo ha dovuto usar la violenza per cacciarle di camera; egli ha dovuto fare una carica a fondo come quand'era soldato di Savoia cavalleria. Quando fummo rimasti soli noi due, egli era pallido, aveva la febbre addosso, e mi chiese: — Margherita, come si fa? Quasi quasi richiamerei qualcheduna di quelle megere. — No, per carità, — gli risposi — spicciamoci fra noi altri. — E stringevo la sua mano nella mia mano, e lo guardavo, ed egli guardava me con occhi pieni di lagrime, e diceva con un filo di voce: — Margherita! Margherita! — Di fuori intanto origliavano all'uscio due o tre delle più ostinate comari e gridavano ad Ugo: Signore, faccia così. — No, faccia in quest'altra maniera. — Insomma, com'egli facesse lo ignoro, so che di lì a poco ho provato una calma di paradiso e ho inteso un vagito che mi disse: sei madre.
«Da quel momento (e passarono omai venticinque giorni) sono come un'altra persona e capisco che tutto quel che si dice dell'amor materno è al disotto del vero, o piuttosto non si può dirne nulla finchè non si è madri. Faccio mille castelli in aria, mi sento più ricca e non desidero ormai che due cose: di ricevere il vostro perdono e di vedere Ugo meno sfiduciato. Egli ha perduto una gran parte del buon umore che gli rendeva tollerabile la sua posizione, si affanna per l'avvenire mio, per l'avvenire del nostro Massimiliano e rimane qualche volta col bimbo in collo senza proferir parola. Ah! sento i suoi passi. Credevo di finir questa lettera oggi, ma la finirò domani.
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«Ripiglio la penna ancora tutta sbalordita da una risoluzione che abbiamo presa con Ugo,... È una risoluzione assai grave, ma Ugo dice: a mali estremi, estremi rimedi.