«Ieri egli era più mesto del consueto. Andò alla cuna del bimbo che dormiva e si chinò a baciarlo poi mi fissò gli occhi in viso due, tre volte, come se volesse parlare e gliene mancasse il coraggio. — Ugo, gli diss'io in tuono di rimprovero, avresti segreti per me? — Ascoltami, egli rispose, e mi passò il braccio intorno al collo: qui non ci posso più vivere, mi ci logoro la salute e l'ingegno, e del resto m'è insidiato anche lo scarso pane che guadagno. Il segretario comunale e alcuni consiglieri sono miei nemici e cospirano per togliermi il posto e mettere in vece mia una loro creatura che non avrà il torto massimo di essere forestiero. La mia dignità mi costringe a dar le mie dimissioni. — E tu dàlle — io proruppi. Egli sorrise tristamente. — E poi? — E poi, replicai, si cerca un altro nido. — Senti amor mio, egli ripigliò, se per qualche mese, se per qualche tempo io dovessi girare il mondo in traccia di fortuna, credi tu che i tuoi genitori darebbero asilo a te e a nostro figlio?»

— Sì, sì, — esclamò la signora Gertrude fra i singhiozzi.

— Che ne sai tu? — interruppe suo marito con la usata ruvidezza. — Sono io che devo decidere.... Vuoi scommettere intanto che quel Lucifero della nostra figliuola non si degnerebbe d'entrare in casa senza il suo illustre consorte?.... Oh! ma del resto è successo ciò ch'io prevedeva.... è successo appuntino... doveva finire così.... Quando si sposa un disperato, un....

— Volete lasciarmi continuare? — disse il dottore. — Siamo ormai alle ultime pagine!

«Io debbo essere diventata assai pallida perchè Ugo si affrettò a farmi sedere e mi supplicò che mi calmassi. Ma io m'ero aggrappata alla sua persona e gli gridavo con voce affannosa che non avrei consentito a staccarmi da lui nè per un giorno, nè per un'ora, nè per un minuto, che dovunque egli andasse sarei andata anch'io, che il godere gli agi della casa paterna mi sarebbe parso un delitto, lui lontano, povero, ramingo, che perfino la gioia del vostro perdono mi sarebbe stata tolta non avendolo al fianco.

— Ero sicuro che avrebbe risposto così, — disse il signor Massimiliano. — È nel suo carattere.

— Un bel carattere, confessatelo, — soggiunse il dottore senza staccar gli occhi dalla lettera.

— Ma dunque, per carità, che cosa è succeduto? — chiese ansiosamente la signora Gertrude.

— Or ora vedremo, — replicò il medico.

«La sua fisonomia — così proseguiva Margherita — si fece raggiante, sparirono le nubi della sua fronte, sparirono dalle sue guance i solchi che le assidue cure vi avevano scavato, egli tornò splendido di bellezza e di gioventù come nel primo giorno in cui gli diedi il mio cuore. — Me lo aspettavo, egli disse baciandomi. Tu dunque, fuor che dell'essere divisa da me, non ti sgomenteresti di nulla? — Di nulla. — Mi seguiresti anche fuori d'Italia.? — In capo al mondo. — Hai paura del mare? — No. — Egli trasse allora di tasca una lettera scrittagli da un suo buon amico di Genova al quale egli si era raccomandato per un impiego. Vuoi andare a Buenos Ayres? gli chiedeva l'amico, c'è un posto presso una casa italiana. Diecimila franchi di stipendio e alloggio e vitto per te e per la tua famiglia. Se accetti, preparati a partire col vapore che salpa da qui, il 28 di questo mese.