Di lì a poco egli tornò al suo posto con un fascio di carte sotto il braccio, borbottando: — Oggi sto fresco. C'è da lavorare fino alle sei.
Scrisse per un'ora senza fiatare; poi alzò gli occhi e disse: — Ieri cantava, signora Gegia. Perchè oggi è così silenziosa?
— Ho paura di disturbarlo.
— No, in verità; mi fa tanto piacere a sentirla e lavoro lo stesso.... Ha una voce così dolce.
La ragazza arrossì; e con una voce tremola dapprincipio ma che poscia si fece più sicura intuonò l'aria della Traviata: Ah forse è lui che l'anima, ecc.
— Oh la Traviata! Come mi piace!
— L'ha sentita?
— Una sola volta.... Che opera!
IX.
Era stato per una settimana un tempo diabolico. Quantunque fosse d'aprile era caduta un'acqua gelata, accompagnata da un vento di tramontana che metteva i brividi e trasportava in pieno gennaio. S'eran dovute tener chiuse le imposte, e la Gegia e il signor Carletto si erano appena salutati con un cenno del capo.