Il giovine sorrise e poi domandò peritoso: — Vuol riprendere la sua cura?

— Sì, Maso, vorrei tentare. Mi pare impossibile ch'io non debba guarir mai.

— Ha ragione, — rispose l'altro con la baldanza della sua età. — Provi, provi, abbia pazienza a curarsi e vedrà che tornerà anche lei come le altre. Oh la Filomena ne ha fatte delle cure, più assai dei dottori con tutto il loro latino. Coraggio, Gegia, se lo ricorda di quando si correva insieme?

— Se me lo ricordo! E la nostra gita al Lido.... quell'estate?...

— Ah sicuro.... Quanti anni sono?

— L'anno prima ch'io m'infermassi.... d'estate.... Mi par ieri, c'era il babbo che aveva una giornata di libertà, c'era tuo padre buon'anima e la tua mamma, oh guarda che adesso ti do del tu come allora....

— Si figuri.... Ma è quello che deve fare....

— Purchè tu faccia lo stesso....

— Eh mi ci proverò.

— E c'era anche la Pina, — continuò la ragazza, — eravamo insomma una brigata d'otto o dieci. Ci dirigemmo a San Nicolò del Lido, tirava un venticello fresco ch'era una delizia e la barca andava su e giù, su e giù.... Mi par di vedere ancora una dozzina di barche di pescatori che, in fila, si dirigevano al porto.... Avevano il vento in poppa, le vele spiegate, certe vele a rattoppi, giallastre, rossiccie, con un emblema per ciascuna, o la Madonna, o un Santo, o un cuore, o un mostro marino.... Le ci sfilarono davanti una dopo l'altra queste barche, e noi si gridava «Buona pesca!»