Carletto aveva stimato opportuno di farsi ritrarre in piedi, locchè dava maggior risalto al taglio disgraziato del suo soprabito e alla cortezza fenomenale de' suoi calzoni, dono generosissimo del principale, ch'era nomo di statura al disotto della mezzana. Inoltre per la paura di mandar a male la grand'opera col più piccolo movimento, il suo corpo aveva perduto ogni morbidezza di contorni ed era rigido e stecchito come quello di un assiderato. Le braccia tese scendevano fino all'altezza dell'anca, facendo un leggiero angolo acuto col busto, e le mani aperte a ventaglio parevano preoccupate sovra ogni cosa di persuadere il mondo ch'esse avevano il numero giusto di dita, tanto un dito era discosto dall'altro. Ad aggiunger grazia all'insieme contribuiva il fondo che figurava un giardino. — Giacchè debbo viver sempre tra quattro muri, voglio stare almeno all'aperto in ritratto — aveva detto il giovine al fotografo, e questi, per compiacerlo, lo aveva addossato ad un paravento su cui erano dipinte due magnifiche palme.

La Gegia ch'era artista per istinto avrà notato senza dubbio queste stravaganze, ma non volle contristare con le sue critiche il buon Carletto, e lo ringraziò molto della sua premura. Senonchè, mentr'ella parlava, non potè a meno di osservare nel suo interlocutore un certo che d'impacciato, una preoccupazione non naturale, una singolare inquietudine dello sguardo. Parve ch'egli stesso trovasse necessario di giustificarsene, perchè, quando i suoi occhi s'incontrarono in quelli della Gegia egli divenne rosso e balbettò: — Guardavo quei fiori lì sul tavolino.

La ragazza ben s'accorse non esser questa se non una scusa; tuttavia volle accettarla per buona, stese il braccio a prendere i fiori ch'erano ancora sciolti e se li pose in grembo.

— Oh la bella rosa — esclamò Carletto. — Verrebbe voglia di odorarla.... E questo gelsomino!...

— Oh il gelsomino è facile; cinque pezzettini di carta bianca, guardi il garofano piuttosto.

— Ma davvero! Com'è brava!

— È affar di pratica.

— Che lavoro c'è! Almeno glielo compenseranno bene.

La Gegia sorrise e disse: — Sa per chi preparo questo mazzolino?

— No in verità. Come potrei saperlo?