Hé! bonjour....

A questo punto la Doretta interrompe la sua declamazione perchè il babbo non bada a lei. Infatti il signor Odoardo ha chiuso il libro sull'indice e guarda da tutt'altra parte.

— Ebbene, Doretta — egli osserva distrattamente — perchè non prosegui?

— Ecco, non dico altro — ella replica ingrugnata.

— Ih, che permalosa! Che cosa c'è?

La bimba, ch'era seduta su un panchettino, s'è alzata in piedi, e ha capito benissimo perchè il babbo non le dia retta. Nevica meno, e di là dalla strada, dietro i vetri della finestra dirimpetto, è comparsa una testa bionda, è comparso il busto della signora Evelina.

Coraggiosissima donna! Ella spalanca gli sportelli, e con una paletta di ferro sbarazza in parte il davanzale dalla neve. I suoi occhi s'incontrano con quelli del signor Odoardo; ella compone le labbra a un sorriso, e tentenna il capo, come a significare; Che razza di tempo!

Bisognerebbe esser proprio incivili per non dire una parola alla intrepida signora Evelina. E il signor Odoardo, che non è incivile, cede alla tentazione di socchiudere un momento la finestra.

— Brava, signora Evelina, non ha paura della neve.

— Oh, signor Odoardo, che tempo indemoniato!... Ma, se non m'inganno, c'è la sua Doretta con lei.... Buon dì, Doretta.