«Ella sollevò alquanto il viso, egli si abbassò un poco di più: le loro mani s'erano intrecciate, le loro labbra stavano per toccarsi; quand'ecco... il più virtuoso e impertinente raggio di sole che si sia mai cacciato nei fatti altrui inondò d'un tratto la stanza.

«Una bomba che scoppia in mezzo a un gruppo di soldati non produce un effetto più subitaneo. Quasi nello stesso punto Giulietta ritrasse il viso vergognosa, sgomenta, supplichevole, e Ugo, rizzandosi con la persona, lasciò andare la mano di lei ch'egli teneva nella sua mano. Molti e molti anni dopo egli mi confidava i pensieri che gli erano passati nell'anima in quell'istante solenne. Vi sono di questi momenti che decidono dell'avvenire, e nei quali le impressioni più disparate si succedono, si accumulano, si combattono nella mente con la rapidità della folgore, lasciandovi un solco che il tempo non potrà cancellare. E abbenchè la vecchiezza inesorabile lo abbia raggiunto, infiacchendogli le membra, imbiancandogli la chioma, Ugo rivive ancora a quei sentimenti, a quelle impressioni. Egli la vede ancora, la donna bellissima, com'ella era in quel giorno, spaventata, indifesa contro le seduzioni che ella infantilmente aveva evocate, la vede ancora con la chioma disordinata, con gli occhi pieni di lacrime, di voluttà, di terrore, con le labbra scolorite, tremanti, che parevano dire: — Se tu non hai pietà di me, io non ho più forza per resistere. — Ugo rammenta ancora la lotta breve ma terribile ch'egli dovette durare, quando a fronte della sperata ebbrezza dei sensi, egli pensò all'ignominia di cui stava per macchiarsi sorprendendo la virtù di una soave ed ingenua creatura, al disprezzo eterno ch'egli avrebbe provato di sè medesimo se avesse tradito l'ospitalità di un amico d'infanzia, al lutto che sarebbe piombato per colpa sua in quella casa. Due voci gli parlavano al cuore: l'una gli diceva — osa — l'altra lo ammoniva — fuggi. — Beato lui che udì la voce più onesta, beato lui che, composto il volto a una dignità dolce a un tempo e severa, potè fisar con ferma pupilla la smarrita giovinetta, e prendendole ambe le mani, esclamar — Perdonate. — Uscì frettoloso di quella stanza senza più guardar indietro a sè, e sceso nello studio dell'amico suo subì pazientemente la lettura della sua memoria sulla legislazione mineraria, facendo le viste di approvarla quantunque avesse ben altro pel capo. Il tempo minaccioso aveva fatto metter da parte la gita ideata, onde Ugo ed Alberto s'intrattennero a lungo di vari argomenti. Non oserei dire che le risposte d'Ugo fossero tutte a proposito, ma l'altro era così dolcemente maravigliato di poter discorrere de' suoi soggetti favoriti che non s'accorgeva nemmeno delle distrazioni del suo interlocutore. Il fruscio d'una veste femminile interruppe quel colloquio, e una vaga e spigliata personcina comparve sulla soglia. Era Giulietta. Ugo impallidì, ma quand'ebbe posto gli occhi sulla donna leggiadra, vide ch'ella non serbava più traccia del passato turbamento, ch'ella era tornata la semplice e leale Giulietta del tempo addietro. E si propose di non esser da meno di lei. Ella si fece strada in mezzo a quella grande confusione di seggiole, e venne direttamente verso suo marito che, infatuato nella discussione com'era, avrebbe avuto una voglia matta di corrucciarsi, ma fu disarmato dalla bellezza di lei e da un certo che di malinconico che v'era nel suo sorriso.

«Giulietta pose una mano sulla spalliera della seggiola e guardando gli scartafacci pieni di scancellature che stavano in disordine sul tavolino, chiese:

« — Si potrebbe sapere che cosa hai scritto di bello questa mattina?

«Egli si girò con mezza la persona, e fisando sua moglie con faccia sorridente, le porse l'ultimo foglio che aveva vergato, e le disse:

« — Guarda.

« — Oh, Dio buono — esclamò Giulietta — chi vuoi che possa capir nulla in mezzo a tutti questi sgorbi?

« — E bisogna pur che capiscano — rispose Alberto — perchè questo manoscritto, come tu lo vedi, deve andare a Firenze.

« — Impossibile, impossibile; ce ne va di mezzo il tuo decoro.

« — Carina mia, convien fare di necessità virtù. Sai pure che non ho segretario.