—Con la Gegia?… Figurati se l'avrei!… Se l'avessi?… Non so… forse riconoscerei la creatura, povero innocente, ma non farei certo la pazzia di sposare la madre… E in ogni caso, qualunque sproposito io commettessi, vorrei subirne io tutta la responsabilità e tutta la vergogna… Non proporrei alla mia mamma di accettar per nuora una Gegia; non domanderei a un fratello che lavora e suda da mattina a sera di far nuovi sacrifici per mantenere oltre a me anche la mia rispettabile consorte e il bimbo di cui mi fosse piaciuto assumere la paternità… Perchè—continuò Girolamo Bardelli animandosi sempre più—tutti i salmi finiscono in gloria, e se si ricorre a me non è per domandar consigli (o che sono in grado di darne io dei consigli alla gente ch'empirà l'Italia di capolavori?); è per aver quattrini.
—Ma Girolamo!—esclamò la signora Marianna congiungendo le palme. Non aveva mai visto il suo primogenito così acceso in volto, non aveva mai inteso da lui una simile sfuriata.
Egli s'accorse di aver passato il segno, si pentì d'aver tradito il malanimo dell'artista coscienzioso, disinteressato, modesto verso il sognatore spavaldo che vuol conquistare d'un sol colpo la gloria, e chinandosi sulla madre ne' cui occhi luccicavano due lacrimette, la baciò in fronte e le disse:—Perdona, mamma, qualche volta si perde la testa.
—Oh, sei stato ingiusto, molto ingiusto con Paolo—ella replicò poco opportunamente.
Ma l'orefice aveva ormai ricuperato il dominio di sè.—Paolo—egli soggiunse con calma—io l'ho aiutato, io seguiterò ad aiutarlo in tutto quanto si riferisce alla sua arte. Se non ha ancora avuto fortuna, pazienza. La fortuna e il merito non sono l'identica cosa… E se il suo ideale è diverso dal mio, non gliene faccio mica una colpa… Questo diglielo pure; glielo avrei detto io s'egli non avesse preferito d'incaricar te delle sue ambasciate… Ma circa al resto, circa ai suoi progetti di matrimonio… di quel matrimonio… non parlatemene più, chè tornerei ad andare in escandescenze.
Insistente per sua natura, e mortificata di non poter recare una migliore risposta al suo figliuolo prediletto, la signora Marianna era lì lì per replicare; ma Eugenio s'interpose.
—Basta per oggi, mamma… Ormai Girolamo sa quello che doveva sapere… Egli è così buono che possiamo fidarci interamente di lui… Non c'è pericolo ch'egli abbandoni nessuno della sua famiglia…
Girolamo protestò contro questo certificato di bontà che pareva un certificato di debolezza.
—Buono, buono… Non tre volte però…
E avrebbe forse ribadito le sue prime dichiarazioni se gli sguardi supplichevoli del fratello non lo avessero indotto a smettere.