—Eh, cara signora—replicò la Feana—tre figliuoli maschi son peggio dell'ufficio.

E soggiunse che aveva il bucato da rattoppare.—Quei ragazzi sciupano tutto. Proprio mi dispiace, ma devo scendere…

—Resti lei almeno, lei che non ha figliuoli,—insistè Diana verso la signora Daria, i cui movimenti erano ancora nella fase preparatoria, come di nave che sta per levar l'áncora…. Passi la giornata qui… Usciremo più tardi in carrozza con Bebè.

Così fu deciso, dopo una serie di negoziazioni coi coniugi Feana… Pur che la Daria si coprisse bene. Aveva tanta facilità d'infreddarsi.

—Ma non è vero…. Non mi raffreddo niente più degli altri….

—Se non avessimo giudizio noi!—interpose la signora Amalia in tuono di protezione.—Basta, ti manderemo uno scialle.

—Degli scialli ne ho io in abbondanza—assicurò Diana.—Non abbia paura, signora Amalia, usciremo coperte in modo da poter andare in Siberia.

—E adesso fa un caldo da aprile avanzato—disse la vedova.

—Non è da fidarsene. Ci son tanti sbalzi di temperatura in questa Roma—notò gravemente il signor Giacinto. Sbirciò l'orologio e soggiunse con galanteria:—Diamine, diamine…. Da lei signora Varedo, il tempo vola… Bisogna proprio ch'io dia una capatina in ufficio… Vieni, Amalia?

—Arrivederci a ora di pranzo.