Bardelli accennò di sì. E, guardandosi intorno, narrò che in casa sua erano ai ferri corti. Paolo era riuscito a far mettere un sequestro sul calice che suo fratello s'impuntava a regalare al Museo piuttosto di venderlo, e Girolamo dal canto suo protestava che il giorno in cui quell'oggetto di arte gli fosse stato portato via avrebbe appiccato il fuoco al negozio… Non lo si riconosceva, Girolamo… Un uomo così mite, così pacifico, che non aveva in vita sua torto un capello a nessuno, adesso schizzava veleno da tutti i pori, non ascoltava consigli di moderazione, rispondeva seccamente alla madre, rispondeva male a lui verso il quale s'era pur mostrato sempre tanto affettuoso; insomma una trasformazione completa, di quelle che non si credono possibili da chi non ne sia testimonio… E come sarebbe andata a finire?… Come sarebbe andata a finire?
—Ma l'altro—disse Diana—ma Paolo non intende ragione? Non capisce che non gli conviene spinger le cose agli estremi? Perchè Girolamo, l'orefice, ha qui a Torino molte aderenze, è stimato un perfetto galantuomo, un figlio e un fratello esemplare, e sarà difficile persuader la gente ch'egli sia dalla parte del torto.
—Paolo—ripigliò Bardelli—ha un gran cattivo inspiratore, il bisogno… E se non bastasse, è sobillato dalla moglie, dagli amici malfidi, da quel leguleio di pochi scrupoli che ha assunto la sua causa… È un artista, Paolo, è un ragazzo impressionabile, non si può domandargli il sangue freddo… Ah, cara signora Diana, che disgrazia! E pensi, la mia mamma, alla sua età, assistere a questa catastrofe!
Eugenio Bardelli singhiozzava.
La Varedo si provò a rincorarlo.—Andiamo, non si perda d'animo. È il solo che possa interporsi fra i litiganti… Si rimetta all'opera con calore, con perseveranza, con fede in sè stesso…
Egli scrollava la testa.—Non ne ho più della fede in me stesso… Non ho diritto di averne… Non c'è cosa che non mi vada a rovescio… Che autorità ho io sui miei fratelli, io che vivo a carico d'uno di loro, io che dopo tanti anni di studi non mi sono ancora fatto una posizione indipendente?… E non ero mica pessimista per natura… può dirlo lei… anzi m'illudevo troppo, m'illudevo sempre… Adesso basta…
—Perchè si accascia in questo modo?—soggiunse Diana.—Lei ha ingegno, cultura, buon volere… dunque?…
Ma Bardelli seguitava a far segni negativi col capo.
—No, signora Diana… Vedrà che anche a Palermo sarà un fiasco… Tutti ne sono convinti… Tutti, mio fratello Paolo per primo, mi ricantano l'antifona che già io non concluderò mai nulla… Non c'è che lei, signora Diana, che creda nel mio avvenire!… E io non mi sento un po' rinfrancato che vicino a lei… Ma nemmen questo durerà… Non ci verrò più da lei, non mi riceverà più.
Diana lo guardò stupita.—Vuol proprio crearseli i dispiaceri…. Perchè non dovrei riceverlo più?