—Ma!—soggiunse il Sali.—Attribuiscono questo suicidio a dispiaceri coi fratelli…

—Non però con Eugenio—interruppe vivamente la Varedo.

—Appunto… Dev'esser con l'altro… lo scultore… un cervello balzano… che ha fatto un certo matrimonio… Ah, le donne!… Che parte hanno nella nostra vita… in bene e in male!… E chi sa che anche nel suicidio di questo disgraziato non c'entri una donna?… Dicono ch'egli avrebbe voluto sposare una vedova, e ch'era stato costretto a rinunziarci in causa delle mignatte che gli succhiavano il sangue… Non ha sentito?

—Sarà… Non ricordo…

Cherchez la femme, cherchez la femme, hanno ben ragione i Francesi.

Il professore Sali, da quel dotto uomo ch'egli era, s'avventurò in una disgressione sull'influenza della donna attraverso i tempi. Diana lo ascoltava appena, di null'altro desiderosa che di arrivare a casa, e, poichè la strada era breve, ci arrivò prima che il suo interlocutore avesse oltrepassato la guerra di Troia.

Ma nemmeno a casa ebbe pace. Quanto più ci pensava tanto più le pareva grave, irreparabile la sventura che aveva colpito i Bardelli. Il momentaneo sollievo da lei provato apprendendo che il suicida era Girolamo e non Eugenio ora quasi svaniva dinanzi alla considerazione che la morte del primo aveva, per la madre, conseguenze infinitamente maggiori. E forse per lo stesso Eugenio, il cui destino era d'esser soverchiato dai violenti e dai furbi, per lo stesso Eugenio sarebbe stato meglio il morire che l'assistere allo sfacelo della famiglia… Che se poi gli veniva lo scrupolo di non aver saputo con un po' d'energia impedir la catastrofe, quale strazio doveva essere il suo!… E a quelle anime buone, a quella madre, a quel figliuolo che si sarebbero fatti a pezzi per lei, ella, Diana, in un'occasione simile, non avrebbe mandato, non avrebbe portato una parola di conforto? Portarla? Andar dunque dai Bardelli, incontrarsi con Eugenio, dopo la scena di ieri? scrivere invece?… Scrivere una delle solite lettere di condoglianza, accozzar le solite frasi contorte che non dicono nulla, mentre si può dir tanto con una stretta di mano, con una lacrima? E scrivere a chi? Alla signora Marianna? O che quei poveri occhi logorati dal piangere sarebbero stati in grado di decifrare una sillaba?… E se scriveva ad Eugenio come avrebb'ella potuto fingere che niente fosse accaduto fra loro? O come avrebbe potuto alludervi in una lettera non certo destinata a rimanere segreta?

Nella dirittura della sua mente, Diana prese il partito migliore, e nel pomeriggio, coricata Bebè che ogni giorno era messa a dormire un paio di orette, si recò in persona dai Bardelli.

Una vicina che la riconobbe in portineria la precedette per le scale, annunziò il suo arrivo, gettò lo scompiglio nelle donnicciuole che attorniavano la signora Marianna, pose in fuga Eugenio ch'era anch'egli presso la madre.

Questa volle alzarsi in piedi a ogni costo, raggiustò con un movimento istintivo la cuffia che ricadeva per indietro lasciando a nudo il suo cranio pelato, e sorretta da un'amica fece due passi verso la visitatrice e le si abbandonò fra le braccia singhiozzando.