—Bravo!—disse il capo preconizzato del futuro Gabinetto.—Avete avuto una delle vostre migliori giornate.
—Quando si parla così—seguitò Zonnini—non è permesso di cercar sostituti… Sarai contento del tuo trionfo.
—Eh, miei cari—replicò Varedo—io vi ringrazio dal fondo dell'anima, ma non posso pensare a quello che voi chiamate il mio trionfo… Sono sulle spine… Dopo questa mattina non ho ricevuto altre notizie di casa mia…
Di San Giustino principiò:—Nessuna nuova…
Ma dovette interrompersi alla vista dell'usciere che s'era fatto coraggio e s'insinuava tra i deputati biascicando:—Con permesso, con permesso… Un dispaccio per l'onorevole Varedo.
—Ah—disse questi scartando bruscamente i vicini e afferrando il telegramma.
Un gran silenzio successe alle congratulazioni clamorose di prima. Dalle tribune qualche signora sporgendosi con mezza la persona, guardava curiosamente in giù.
Varedo lesse, impallidì, e con faccia stravolta si slanciò fuori dell'aula seguito da San Giustino, da Zonnini e da altri intimi.
—Morta?—si arrischiò a chiedere San Giustino.
—No, ma è lo stesso… E prima di stasera non c'è una corsa… E prima di domani alle 10.25 non posso essere a Torino… Fatemi la grazia, consultate gli orari… Se ci fosse modo di anticipare… per la via di Sarzana e Parma… che so io?… Ah perchè, perchè non mi avete lasciato partire?