—Non parlare con quell'asprezza—rispose l'ingegnere Aldini.—Dà tempo al tempo… Fidati nell'opera conciliativa di mia sorella.
—Di mia suocera non ho che da lodarmi—convenne Varedo.—E anche di te… che pur non avevi nessun dovere….
Aldini gli chiuse la bocca con un gesto.
—Voi avete un torto—egli disse….—intendo tu E Diana,… sicuro, anche Diana…. Avete il torto di parlar troppo di diritti e di doveri.
—E su che altra base vorresti piantare i rapporti sociali?
—Amare, compatire e perdonare—replicò l'ingegnere—sorridere qualche volta delle debolezze umane, ecco tutta quanta la mia filosofia…. Ma non discutiamo, per carità… Io non sono in grado di misurarmi teco… E poi sono uno spirito pigro e credo poco all'efficacia della discussione… Sono convinto che ogni uomo abbia le opinioni che meglio si adattano al suo temperamento e al suo ingegno.
Eugenio Bardelli taceva. Ma durante questa piccola disputa fra i due congiunti egli sentiva crescere l'ostilità latente contro il suo antico idolo, contro Varedo, reo di non aver amato Bebè, di non aver compreso Diana e di non tener adesso sul conto di lei un linguaggio abbastanza rispettoso… Oh perchè, perchè non poteva egli proclamarsi campione di quella donna santa, di quella donna perfetta?… Perchè non poteva almeno infonder maggior calore nelle difese, secondo lui, fiacche ed insufficienti che della nipote faceva l'ingegnere Aldini?
E Bardelli si risovveniva altresì ch'egli era in debito d'una risposta al professore, e che quella risposta era attesa entro la giornata. Mille ragioni lo costringevano a rifiutare l'offerta, ma non si dissimulava le conseguenze che questo rifiuto avrebbe esercitato sul suo avvenire, prevedeva le querimonie di sua madre, le beffe dei conoscenti, le aumentate difficoltà di trovare un posto anche mediocre dopo essersi lasciato sfuggir l'occasione d'averne uno di ottimo.
Tali erano i pensieri che lo angustiavano, quando, poco prima che la carrozza si fermasse, il deputato lo chiamò a nome.
Egli si scosse e arrossì fino alla radice dei capelli.