Varedo si scosse con un movimento brusco, come di chi vuol liberarsi da un incubo.—Eccomi.

Fuori dal cancello li aspettava un landau chiuso.

—Monti anche lei. C'è posto—disse Gustavo Aldini a Eugenio Bardelli ch'era in uno stato da far pietà.

—Sì, monti, monti pure—ripetè Alberto.—E non si lasci abbattere in quel modo.

Ormai egli aveva ripreso l'assoluta padronanza di sè, e le lacrime di Bardelli lo infastidivano.

—Bisogna sapersi dominare—egli sentenziò in tuono cattedratico.—È più penoso, ma è più virile.

Indi si volse allo zio Gustavo.

—È stata una dimostrazione molto lusinghiera, una dimostrazione di cui serberò eterno ricordo… Scrivine tu a tua nipote.

S'interruppe per guardare il suo ex-assistente che seduto di fronte a lui seguitava a passarsi sugli occhi il fazzoletto inzuppato come una spugna, e stette in forse se continuare il discorso. Ma riflettendo che Bardelli era persona fidata cedette alla tentazione di sfogar l'animo suo.

—Le dirai che c'erano ottimi mariti e ottimi padri i quali non avevano l'aria di giudicarmi un padre e un marito snaturato… Ah, oggi Diana ha vinto il suo punto… È partita con sua madre senza nemmeno prender commiato… Per evitare pubblicità non mi son voluto valere de' miei diritti… ma ch'ella non faccia assegnamento sulla mia debolezza… E sopra tutto che non s'atteggi a vittima… Non lo tollererei; e se ci mettessimo in lotta aperta si vedrebbe…