La signora Valeria si annuvolò in viso.
—Non capisco l'antipatia di Alberto per i Nocera. A ogni modo, io non li avevo invitati; non avevo invitate nemmeno le Duranti; volevo che si desinasse qui in famiglia, tu e tuo marito, mio fratello ed io. Invece jeri le Duranti, oggi sul tardi i Nocera mi hanno avvertita che sarebbero dei nostri. Non potevo usar loro uno sgarbo. Del resto, l'Adelaide Nocera, perch'è con lei che l'avete, avrà i suoi difetti, ma è tanto simpatica, tanto buona…
—Troppo buona—replicò Diana con un filo d'ironia.
—A badare alle ciarle del mondo….
—Via mamma, non puoi negare ch'ella porti in trionfo la sua intimità con lo zio Gustavo.
—Si conoscono da bambini… sono cresciuti insieme.
—Eppure assai pochi credono che si tratti di un'intimità fraterna—replicò la Varedo.
—Sembra che il consiglier Nocera sia uno di quei pochi—disse la madre.— Ne soyons pas plus royalistes que le roi.
Diana si strinse nelle spalle.
—Per me—seguitò la signora Inverigo,—ho la massima, in mancanza di prove, di accettar sempre l'interpretazione più benevola.