—Ma nemmeno noi abbiamo nessuna ragione di rimanere—disse la Susanna Duranti.
Il cavaliere marito si offerse di perlustrare la spiaggia in cerca della signora Adelaide e dell'ingegnere. Così si sarebbe fatta tutta una carovana.
—Oh—saltò su Nocera—prima che li trovi!… Li aspetterò io, nel salone dei concerti… Di là è probabile che passino.
—Quello che non capisco—notò la Olga Duranti—è come non si siano accorti del malessere di Diana… Erano appunto con lei.
—Che vipera!—pensò la Varedo. E disse forte:—Non se ne potevano accorgere… m'è capitato dopo.
Il professore mostrò a sua moglie l'orologio dello Stabilimento—Se vogliamo prendere il tram e partire col primo vapore abbiamo appena il tempo necessario.
Il cavaliere Duranti interrogò la consorte.—E allora che cosa si decide?
Alberto Varedo ebbe un gesto d'impazienza. La signora Valeria se ne accorse e intervenne a proposito.—Si decide che partiamo noi tre, Diana, Alberto ed io; gli altri non devono sacrificar la serata per colpa nostra.
—Non era un sacrificio—replicò la signora Susanna—ma sarebbe fuor di luogo l'insistere. Buon viaggio e buona notte. Domattina poi soneremo il vostro campanello per aver notizie.
—Grazie… ma è inutile.