—O perchè non posso tenerla qui accanto?—chiese Diana.

Sua madre si oppose.—No, assolutamente no.

—Perchè?… Dovrò alzarmi per vederla.

—Abbi pazienza… Per questa volta fa conto d'aver dieci anni di meno e ubbidisci alla tua mamma… La cuna è attaccata al tuo letto… Non hai che da voltare un momento la testa… Tutti questi lumi li porteremo via… Non resterà che il lume da notte là sul cassettone… proprio in fianco alla cuna… Guarda, la piccola s'è chetata subito… O dov'è la signora Carlotta? Se ne sarebbe andata alla romana?

La donna di servizio rispose:—No, si mette il cappello e torna.

In fatti, la signora Rossetti riapparve col cappello in testa e imbacuccata nella pelliccia.

—Son qui a dar la buona notte a tutti… principiando dalla nostra sposa…

S'accostò alla puerpera, la palpeggiò in tutto il corpo con la mano esperta, e diede segni di viva soddisfazione.—Bene, benissimo… Sarò qui domattina alle dieci.

—Domattina verrà anche il dottore.

—È naturale—osservò la levatrice.—Ma non avrà da ordinar nulla.