—Se vado io, tace subito.

—Va, va… già sei sulle spine.

No, non era assolutamente possibile di far rivivere il passato. Adesso, nell'uscir dallo studio di Alberto per correre dalla sua figliuola, Diana aveva l'ali ai piedi.

A Bebè il babbo dava una gran soggezione. Troppo spesso le dicevano:—Zitto, il papà sta scrivendo—zitto, il papà ha gente,—perchè, al cospetto di lui, ella non si ammutolisse. In vero, nei pochi momenti ch'egli poteva dedicarle, ell'accettava rassegnata le sue carezze, si lasciava portar sulle spalle e cullare sulle ginocchia; ma di che gioia i suoi occhietti s'illuminavano quando egli la deponeva per terra o la riconsegnava alla madre o alla bambinaia!

Varedo s'era proposto di rimanere a Torino tre settimane. Senonchè, alla fine della seconda, gli capitarono da Roma delle lettere che lo sollecitavano ad affrettare il suo ritorno. Il ministero era vacillante, l'opposizione a cui Alberto apparteneva non disperava di assestargli un colpo mortale anche prima delle vacanze, o almeno d'indebolirlo in modo da rendergli difficile la vita a novembre. E, nell'ipotesi d'una crisi, si faceva balenare agli occhi di Varedo, ch'era tra i giovani più promettenti del Parlamento, la prospettiva d'un posto di sotto-segretario di Stato. Ma, appunto per ciò, conveniva ch'egli fosse sulla breccia.

Di questa possibilità d'un ufficio politico che l'obbligasse a una dimora permanente alla capitale, il professore parlò a sua moglie, come di cosa vaga e remota, soltanto il giorno prima di ripartire per Roma, a tavola, in presenza di Bardelli, ch'era stato invitato a desinare.

Dopo aver accennato alle condizioni precarie del Gabinetto e passato in rivista quelli che, secondo lui, avevano maggior probabilità di raccoglierne la successione, egli soggiunse:—L'uomo indicato per la Presidenza del Consiglio, quello a cui credo del resto che si rivolgerebbe subito la Corona, è San Giustino. Me ne appello a Bardelli che ha letto il suo ultimo discorso…

—Eh sicuro—confermò l'assistente;—un discorso magistrale.

—Il suo e il mio—ripigliò Varedo—serbate sempre le debite proporzioni, furono i due maggiori successi di questo scorcio di sessione… Ah, era un pezzo che non si sentiva alla Camera un discorso come quello di San Giustino, così organico, così ricco d'idee e di soda eloquenza.

—Di dov'è San Giustino?—domandò Diana.