— Un funerale di campagna?... Sicuro, sicuro.... Un gioiello.... Scambiavo un soggetto con l'altro....
— Grazie.... Ma forse il signor barone si sbaglia.... Quell'acquarello è invenduto.... Forse il signor barone confonde.... Egli ha comperato realmente l'«Ottobrata romana» che non è mia, ma di Crunali, Mario Crunali.
Il banchiere fece una smorfia.
— Crunali.... Brulati.... nomi che si somigliano.... Ho tante cose per la testa, io....
— Cosicchè, sarà per un'altra volta, — disse Moncalvo per troncare quel dialogo imbarazzante.
Prese il braccio del pittore e si congedò dagli amici.
— Arrivederci, cari.... Voi montate nelle vostre carrozze.... Io faccio questi due passi.... Il medico m'ha ordinato il moto.... Andiamo, Brulati.... Già si vede che lei oggi è un disoccupato.... Coraggio.... La Banca non è lontana.... in via del Plebiscito.
Affabile per sua natura, quel giorno Moncalvo era più espansivo del solito. Aveva anch'egli fatto colazione fuori di casa, fra due sedute di due Società di cui era consigliere, e i tartufi annaffiati con una mezza bottiglia di Château Laffitte l'avevano messo di buon umore.
— Bel tipo quel Bernheim! Si atteggia a Mecenate e confonde i nomi degli artisti e i soggetti dei quadri.... Glielo farò comprare ugualmente il «Funerale di campagna».
— Scusi, — replicò Brulati. — È un quadro che non vendo. Ho promesso di regalarlo.... indovini a chi?