— E per domani?

— Domani alle nove, senza fallo.

Brulati uscì di lì a poco, senza nè mèta nè scopo, tanto per consumare il tempo, e poichè nella mattina aveva camminato anche più del bisogno prese il primo tram che gli capitò e scese a San Silvestro.... Il Corso, ove giunse in due passi, era pieno di movimento, come suol essere nei pomeriggi invernali. Davanti al Caffè Aragno qualcheduno lo chiamò: — Brulati, o Brulati!

Era il commendator Gabrio Moncalvo. Dopo la moglie, il marito.

Il commendatore, fermo sul marciapiede del Caffè, in mezzo a un gruppo di notabilità finanziarie, gli fece segno di avvicinarsi.

— Bravo, Brulati, ora mi accompagna fino alla Banca.... Non occorrono presentazioni.... Non è chi non conosca il nostro Brulati, uno dei nostri artisti più geniali....

— Oh, prego....

Tutti chinarono il capo con aria di degnazione. Eran tutti commendatori; uno, con un nome tedesco, grosso, rubicondo, con una tuba grigia fasciata di nero, era barone per soprammercato.

— Devo avere un suo acquarello, — disse costui. — L'ho comperato in aprile scorso, alla Mostra.... Oh bellissimo.... L'ho regalato a mia moglie.... Rappresenta.... che cosa rappresenta?... «Un'ottobrata romana», mi pare.... Oh, bellissimo....

— Veramente, — notò il pittore con un sorriso, — all'ultima Mostra io avevo un quadretto solo, «Un funerale di campagna»....