Ella accennò lievemente col capo.

— Conosci anche Marchiafava, non è vero?

— Sì....

Il consulto durò circa tre quarti d'ora e si chiuse con un responso desolante. L'infiammazione polmonare si estendeva rapidamente, il cuore era debole; bisognava esser preparati al peggio. In fatti tutte le cure furono vane, e un secondo consulto non potè che constatare l'imminenza della catastrofe. La signora Clara visse due giorni a forza di ossigeno e di punture di canfora, pronunziando a stento qualche monosillabo, ma mostrando d'intendere ciò che le si diceva e di conoscere le persone che la circondavano. E i suoi occhi velati si fermavano di preferenza sui due fratelli che la sua agonia riavvicinava per poco e che le vicende della fortuna e le opposte tendenze avevano irrimediabilmente divisi. Erano innanzi a lei, uomini più che maturi, ma ella li rivedeva fanciulli, nella casa modesta, fin da allora diversi d'aspetto, d'indole, di gusti; Giacomo, pallido, biondo, alto, sottile, di lineamenti fini e delicati, timido, paziente, spesso taciturno, sempre studioso; Gabriele, tarchiato, bruno di capelli e di carnagione, di profilo spiccatamente semitico; loquace, ardito, ribelle alla famiglia e alla scuola, e pur smanioso di primeggiare e atto a supplir con la prontezza dell'ingegno alla deficienza dell'applicazione. Come le volevano bene tutti e due, com'ella riusciva a calmar le loro piccole bizze, a comporre i loro dissidi coi genitori gretti e sofistici, coi nonni rigidamente attaccati al vecchio culto mosaico! I genitori ed i nonni erano morti presto, ed ella era rimasta, a diciotto anni, a dirigere la casa e a badare ai fratelli, di cui il maggiore, Giacomo, non aveva ancora compiuto i quindici. Aiutandoli a diventare giovani ell'aveva lasciato passare la sua giovinezza.... E quando ciascuno di loro aveva battuto la propria via, abitando alternativamente con l'uno e con l'altro, era stata sempre vicina a tutti e due col pensiero, aveva chiuso il suo mondo nell'orbita del loro mondo. Era lei che li univa, era per amore di lei ch'essi scordavano ciò che v'era d'inconciliabile nelle loro opinioni e nei loro caratteri. Ora non più, non più.... Il tenue filo si spezzava, la Clara partiva per non tornare....

La mattina ch'ella morì, i due fratelli, avvolti anch'essi dall'onda delle memorie, si gettarono le braccia al collo piangendo. Anch'essi ricordavano ciò ch'era stata per loro la Clara, anch'essi sentivano che ella li abbandonava proprio nel momento in cui ci sarebbe stato maggior bisogno di lei.

Il commendatore era il più affranto dei due. Egli che, senza dubbio, sarebbe stato il primo a dimenticare, egli che non avrebbe tardato a riprendere con l'usata energia le sue occupazioni, sordo ad altre voci che non fossero quelle della vanità, dell'ambizione, della smania sfrenata di aggiungere ricchezze a ricchezze, oggi supplicava il fratello di non lasciarlo, di difenderlo dagli importuni, di assisterlo nelle cure penose di quei momenti.... Anche Giorgio poteva essere utile.... Dov'era?

Giacomo disse che lo aveva mandato lui all'Università per una ambasciata che gli premeva.

— Fin che quella santa creatura è sopra terra, — riprese Gabrio, dovete restare con noi.... Sì, sì: per un paio di notti c'è modo di accomodarvi.... Per te c'è la camera dei forestieri ch'è sempre pronta.... Anche per Giorgio un buco lo troveremo.... E intanto bisognerà vedere insieme se la povera Clara ha lasciato scritto qualche cosa.... Io credo di sì.... Credo che in uno dei suoi cassetti ci sia una carta.... Chi andrà a cercarla?... Io non posso.... non posso.... E ci sarà da far la partecipazione.... Abbi pazienza.... Falla tu.... E il trasporto, Dio mio, il trasporto!

Qui si affacciava una grossa questione. La Clara, al pari degli altri della famiglia, non osservava le pratiche di nessun culto, ma non aveva mai abiurato la religione israelitica in cui era nata; anzi si sapeva in modo positivo ch'ella disapprovava altamente la prossima conversione, ormai certa, di sua nipote e quella probabile di sua cognata. Quindi non c'era via di mezzo: o il funerale civile, o il funerale secondo il rito ebraico. E già un delegato della Comunità era venuto a prendere gli accordi.

Ma quando il segretario Fanoli portò l'ambasciata al principale, questi andò su tutte le furie.