— Chi l'ha mandata? — chiese il professore alla cugina, che dopo un ultimo saluto a miss May richiudeva la porta.

— Quale?

— Questa.... la sola che non abbia l'indicazione del donatore.

La Mariannina aggrottò le ciglia.

— Che t'importa saperlo?

— È un segreto?

— No, — rispose alteramente la ragazza. — L'ha mandata don Cesarino Oroboni.

Giorgio Moncalvo impallidì, una sofferenza acuta gli si dipinse sul volto, gli spezzò, per un istante, la parola sul labbro.

La Mariannina, impassibile, lo dominava con gli occhi.

E intanto un ultimo raggio di sole entrava, obliquo, dalla grande vetrata, strisciava sui sempreverdi, sui crisantemi, sulle orchidee, sui lunghi nastri di seta tessuti in oro o in argento.