— Sì, quello era un uomo.... Altro che i tuoi Oroboni!

— Chi fa il confronto?... E pure io non dispero di conoscerli.

— Tornerai?

— E perchè no?... come dice monsignor de Luchi.

— Già, monsignore ti condurrà.

— S'intende, monsignore.... O che male c'è? In che t'ha offeso quel buon pretino mio?

— Che vuoi che ti dica? — replicò Giorgio. — Io non capisco che punti di contatto ci possano essere tra un monsignor de Luchi e la figlia del commendatore Gabrio Moncalvo.... Una volta....

— Una volta, — soggiunse vivacemente Mariannina, — monsignore avrebbe cercato il modo di bruciarmi viva. Ora viene a colazione da noi.... Non ti pare che sia meglio?

— Sicuro ch'è meglio.... Ma non mi negherai che il tuo monsignore e quei mummificati Oroboni pei quali vai in sollucchero rappresentano un mondo, un ordine d'idee affatto diversi dalle nostre idee e dal nostro mondo.... Me ne appello alla zia Clara.

La buona signora, ch'era un po' paralizzata dalla corsa dell'automobile e s'avviluppava sempre più nei suoi scialli, aveva in cuor suo l'opinione di Giorgio, ma desiderava evitar le discussioni. E si contentò di rispondere: