— Miss May non ha da catechizzarmi niente affatto, — ribattè la signora Clara. — Ella è padrona di regolarsi secondo i suoi usi americani. Noi seguiamo gli usi europei.

Queste cose la signora Clara le disse senza scomporsi, senz'alzar la voce d'un punto, ma con un'intonazione che contrastava con la sua apparenza di persona esile, malaticcia, remissiva.

Nè la Mariannina si ribellò, benchè fremesse in cuor suo e trovasse inesplicabile la soggezione che, in certi momenti, la zia le inspirava.

— Manca molto a questa benedetta Mentana? — chiese la signora Clara a Giovanni.

— Se mi lascia dar un po' più di forza alla macchina, ci siamo in cinque o sei minuti.

— Sia pure.... con giudizio però.

— Non dubiti.

L'automobile accelerò la sua corsa; gli squilli della cornetta di allarme echeggiavano quasi ininterrotti lungo la via solitaria.

La zia Clara aveva chiuso gli occhi e arrovesciata la testa sulla spalliera del sedile. I due giovani invece, col busto proteso innanzi, aspiravano voluttuosamente l'aria frizzante che batteva loro sul viso.

— Auff! — disse la Mariannina alzando il velo che le si appiccicava alle tempie e alle gote. — Così mi piace.... Tagliare il vento, divorar lo spazio.... esser padroni della strada....