— E storia di ieri, è storia nostra, e bisogna ricordarsene.... Anch'io, come Brulati, ero poco più d'una fanciulla in quel tempo, e pur rammento quanto se ne discorreva.... A casa nostra biasimavano i giovani che avevano risposto all'appello di Garibaldi e io scandalizzai i nonni dichiarando che se fossi stata un uomo sarei corsa subito ad arruolarmi....
— Ma! — disse Giorgio con un sospiro. — Io invidio sempre quelli che son nati mezzo secolo prima di me.... Avevano almeno la possibilità di morire da eroi.
— Bah! — fece la Mariannina con una smorfia. — Come se bastasse morire in battaglia per essere eroi.... Una palla può buscarsela anche uno che scappa.
Erano giunti al limite del paese, e Brulati suggerì di fermarsi e di scendere. Se si doveva tornar indietro per la medesima strada era meglio voltar l'automobile addirittura. Quelli che volevano vedere il monumento ai caduti potevano recarvisi a piedi.... Non erano che pochi passi, fino a quella specie di piazzetta che c'è a metà della via III Novembre.... Egli il monumento lo sapeva a memoria e preferiva d'andar verso il castello a riconoscere i luoghi, per fissar il punto più adatto per fare uno schizzo.... se non oggi, un altro giorno.
— Io intanto vado con Brulati, — annunziò la Mariannina saltando giù dall'automobile. — Poi egli mi accompagnerà fino al monumento, ove la zia Clara e Giorgio possono precederci.... Caro Brulati, se pur il monumento lo sa a memoria, niente impedisce che lo veda una volta di più.
Lusingato dall'idea di far da cavaliere all'affascinante ragazza, il pittore s'inchinò profondamente.
— Lei comandi e io ubbidisco.
— Va bene, — disse la signora Clara prendendo il braccio del nipote. — Ci raggiungerete.... È di qua?
— Sissignore, questa è la via III Novembre, — rispose un cicerone del paese, che, non invitato, s'era messo al fianco dei forestieri.
— Li lasci soli? — chiese Giorgio. E seguiva con l'occhio i due che s'allontanavano.