— Ho inteso da Brulati che ci son degli orrori lì dentro. No, no. È inutile. Non ho simpatia per gli ossari. Su, Brulati. Andiamo a goderci la bella vista. Ha detto lei che di quassù c'è una vista magnifica.

— Col cielo sereno, però.

— In ogni modo io vado, — riprese la ragazza. — Chi vuole mi segua.

Brulati le tenne dietro come un cagnolino.

La custode dava altre spiegazioni, mostrava un cranio forato da una palla.

— Che pietà! — sussurrò la signora Clara giungendo le mani. E ricordò la frase tristamente celebre: Les Chassepots ont fait merveille.

— Chi sa poi s'era un garibaldino o un francese? — obbiettò Giorgio guardando verso la porta.

— È lo stesso, — rispose la zia. — Forse aveva vent'anni; aveva una madre che lo aspettava.... Tu sei sulle spine.... Usciamo pure.... Dove sono quei due?

— Qui, a un passo, — disse la custode.

Dal ciglio del poggio si dominava la Sabina. Brulati enumerava i paesi.