— Sei partito da principii umili e sei arrivato così in alto.

— La fortuna mi ha aiutato, — disse Moncalvo con vera o finta modestia.

— Ci furono momenti in cui la fortuna stava per isfuggirti e tu hai saputo riafferrarla, — soggiunse la moglie. — E ci furono anche momenti in cui tu dubitavi della tua stella e qualcheduno ti rincorava.

Nell'evocazione di quel tempo passato la bellezza matura, un po' avvizzita, della signora Rachele si rianimava, pareva rifiorire. E intanto la bianca e morbida mano di lei, dalla spalla di Gabrio saliva pian piano fino al mento, lisciava la barba brizzolata.

— Sì, eri tu a rincorarmi, — egli disse. — Fosti una buona, una fedele compagna.

Ella arrossì, sapendo di non meritare tutta intera la lode. Fedele s'era mantenuta effettivamente fino a più di quarantanni; poi, travolta nel turbine del gran mondo, aveva ceduto alle tentazioni.... oh non molto.... quello che bastava per non esser ridicola.... Anch'egli, del resto, aveva fatto le sue scappatelle, sempre per la medesima ragione, per non esser da meno degli altri.... senza mai perdere la testa, senza mai innamorarsi sul serio.... come non s'era innamorata lei, che aveva voluto bene a un uomo solo, al suo Gabrio.... Fors'egli ignorava le sue debolezze.... forse, sospettandole, le perdonava.... al modo stesso ch'ella perdonava quelle di lui....

S'udirono dei passi rapidi nella stanza accanto. L'uscio si spalancò.

— Oh, Mariannina! — esclamarono in coro il commendatore e la signora Rachele. — Curioso ch'eravamo accanto alla finestra e non ci siamo accorti della tua venuta.... Per solito l'automobile fa uno strepito indiavolato.

— Ma che automobile?... Son venuta in fiacre, nel fiacre di Sua Eccellenza il ministro dell'interno.

— Come? Perchè? Che cos'è successo?... E la zia Clara?