Una donna matura, che reggeva una piccola lanterna a olio, venne ad aprire.

— Buona sera, Pulcheria.

— E lei, monsignore?

— Sì, la principessa mi ha mandato a chiamare.

— Appunto, — rispose la Pulcheria, richiudendo la porta e dando il chiavistello, — ed ero qui in portineria ad aspettarlo.... Mio marito dev'esser in casa, nell'ingresso. È di un umore intrattabile.... Se lo catechizzasse un po'?... Non ora.... non ora.... A momento opportuno.

— Cara mia, — replicò monsignore, avviandosi dietro di lei pel sentiero ghiaioso che scricchiolava sotto i suoi piedi, mentre nella notte senza vento gli alberi erano immobili e il silenzio del luogo era rotto soltanto dal chioccolìo monotono d'una fontana, — a catechizzare vostro marito si perderebbe il fiato.... È un uomo che vorrebbe il mondo a suo modo.

— Purtroppo, — sospirò la donna. — Ora s'è fitto in capo che debba succedere una specie di rivoluzione qui dentro, e dichiara che in questo caso se ne va.... Dove poi andrebbe a finire? Qui non riscuotiamo il salario da un pezzo, ma almeno si ha l'alloggio e il vitto.... E all'età di Plinio, coi suoi acciacchi e con le sue idee, non è mica facile trovare....

— Ma che non faccia bestialità, — replicò il sacerdote. — Ma che non s'immischi di quello che non lo riguarda.... È lui che la fa la rivoluzione pretendendo di giudicare i suoi padroni....

— Dunque è vero, monsignore?.... Dunque c'è qualche cosa in aria? — chiese ansiosamente la Pulcheria.

E, voltandosi, alzò il lume quasi fin sotto il naso del prete per leggergli in faccia la risposta.