—È molto deperita—riprese Venosti Flavi.
—Sì… forse…—balbettò il conte.
E si ricordò che al primo momento era parsa tanto deperita anche a lui, si ricordò che l'aveva supplicata di chiamare un medico. Poi non aveva insistito, assorto com'era nelle proprie sofferenze, nel proprio dolore.
Venosti continuò:
—A me non dà retta. Ma io le dissi: Ti persuaderà Vergalli a curarti… Sapete quel che mi ha risposto?… «Oh, Vergalli riparte. Non lo vedrò più…» È possibile?
—Non capisco perchè dica questo—borbottò Mario con manifesto imbarazzo.
—È assurdo, non è vero? Perchè, fra vecchi amici, se pur vi sono dei malintesi…
Mario Vergalli era sulle spine. Il barone parlava per conto proprio, o per incarico della Teresa? E come mai la Teresa si sarebbe confidata a un parente del quale non aveva nessuna stima, avrebbe scelto lui a intermediario d'una riconciliazione col suo amico più caro?… A ogni modo, poichè Venosti Flavi parlava del solo argomento che potesse interessare Vergalli, questi stava tutt'orecchi a sentirlo.
—Quella benedetta donna—proseguì l'amorevole zio—ha qualità eccezionali di cuore e d'ingegno, ma talvolta è aspra, tagliente…
—Non mi sembra—ribattè Mario, già disposto a difenderla.