—Sì, sì, anche contro sè stessa… Abbiate pazienza, Vergalli, io la conosco fin da bambina… Per una bravata, invece di chieder scusa d'un piccolo fallo, era capace di esagerarlo ad arte, era capace perfino d'accusarsi di colpe non commesse… E non si è corretta con gli anni… Ultimamente…
Qui Venosti si guardò intorno, abbassò la voce, e passò il braccio sotto quello del suo interlocutore.
—Ultimamente… non è un segreto per nessuno, nemmeno per voi ch'eravate lontano… mi disse lei che sapete tutto… ultimamente ell'ebbe il torto di lasciarsi far la corte da quell'ufficialetto di marina… quel di Reana… figliuolo di un'antica compagna di collegio, un ragazzo.
—In fin dei conti—insinuò Vergalli con uno sforzo—la signora
Valdengo è padrona di sè… non ha obblighi verso nessuno…
—Sì e no… Verso di voi, per esempio…
—Nè verso di me, nè verso altri—replicò Mario Vergalli in tono reciso.
Il barone si strinse nelle spalle.
—Sarà come vi piace… Voglio dire soltanto che novantanove donne su cento si sarebbero lasciate far la corte quanto lei e più di lei, ma tutte avrebbero avuto certi riguardi, certe cautele… Nessuna avrebbe messo il suo amor proprio a sfidare l'opinione pubblica.
Il conte Mario s'agitava, cercava interrompere.
—Basta, Venosti…