Con le pupille fisse a terra, con le mani intrecciate sulle ginocchia, ella mormorava:—Perchè ho risposto di no?… Perchè?
Mario trasalì. Agitato da affetti contrari, il cuore gli martellava nel petto. Che senso avevano le parole di lei? Si offriva ella adesso, si offriva con le labbra calde del bacio d'un altro? E avrebb'egli accettato l'offerta? Sì, diceva il cuore. No, dicevano l'orgoglio, la vanità, i pregiudizi sociali.
Senza mutare atteggiamento, ella proseguì:—Sciocca che avevo la fisima di non sacrificare la mia libertà! Come se a una donna che non sia una civetta la libertà serva a qualche cosa!… Ho rovinato voi, ho rovinato me irreparabilmente. È vero, per voi sarebbe stato meglio, assai meglio l'allontanarvi. Ma potevo suggerirvelo io, io che del vostro affetto andavo superba, io che nella nostra intimità d'anima e di pensiero provavo la maggior dolcezza della mia vita, io che speravo che potesse durar sempre così?
—Ma non m'amavate—sospirò Vergalli. E soggiunse, cedendo a una suggestione cattiva:—È naturale…. L'amore dev'esser giovine…. almeno da una delle due parti.
Ella sentì la punta, ma non s'offese, ma non protestò. Era rassegnata alle battiture. Sollevando lenta lenta le ciglia, riprese:—L'amore? Ma che cos'è l'amore?… È quella febbre che invade i sensi, che offusca il lume della ragione, che in un attimo accomuna la donna più onesta e più schiva alla più volgar cortigiana, e che lascia dietro di sè la nausa e il disgusto? O è quel sentimento pieno di soavità che ci fa cara e preziosa la compagnia d'una persona, non per un minuto, non per un'ora, ma in ogni ora, ma in ogni minuto; quel sentimento che esalta, che affina, che nobilita?
Poichè Mario tentennava il capo, ella credette ch'egli negasse.—Non è questo dunque? È quell'altro?… Voi mi amavate… in quella ma- niera?
—No, no—egli rispose. Quindi, come pentito della finzione, proruppe con impeto:—Eppure sì… Anche in quella maniera… Qual'è l'uomo che, amando, non desidera? Qual'è la donna che tollererebbe di non esser desiderata?… Ma il mio desiderio era velato da tanto rispetto… Solo in un modo ammettevo che poteste esser mia.
—Grazie—ella mormorò a fior di labbro, guardandolo in atto pieno di devozione e di riconoscenza. E soggiunse:—Quale di noi due fu più punito?
Egli lasciò cader la domanda. Soffriva acerbe torture. I discorsi della Teresa avevano inasprito la sua gelosia. Quelle febbri dei sensi le facevano orrore, ma ella confessava d'averle provate e le aveva provate con un suo rivale… Vergalli non pensava in quell'istante a ciò che la Teresa aveva dato a lui solo e ch'ella mostrava di pregiar sopra tutto; pensava a ciò ch'ell'aveva dato all'intruso, al giovinetto cinico e audace al quale era bastato presentarsi per vincere e che ora forse ingannava i lunghi ozi del suo bastimento vantandosi della facil vittoria. Perchè, in verità, di che si vantano gli uomini? Non già di un affetto casto e profondo, ma di quelle ch'esse chiamano le loro buone fortune d'un capriccio soddisfatto, d'una insidia riuscita, d'una violenza coronata dal successo.
—A che giova discutere?—egli sospirò.—Piuttosto… come state?
Siete molto pallida ancora.