—Ora siete a Venezia—insistè Vergalli.—Permettetemi di mandarvi il medico mio, Dalla Bruna, un ometto di garbo, colto, attento… Ve lo mando oggi stesso… Va bene?

Ella s'oppose recisamente.—Questo poi no… Diavolo!… Come se fossi una bimba… Chiamerò il vostro Dalla Bruna, ci tenete proprio?… lo chiamerò fra alcuni giorni, se non sarò guarita del tutto…

—Voi non confesserete mai di non esser guarita.

Ella parve raccogliersi alquanto; indi riprese:—Ebbene, facciamo così. Di qui a una settimana, se non avrete mutato idea, verrete voi col dottore… Forse non sarete ancora partito, di qui a una settimana…

—Ma… veramente…

—In tal caso sarà pur necessario che vi fidiate di me.

—No, per una settimana resterò.

—Si capisce che non vi fidate—ella soggiunse con dolce rimprovero.
Ma con lo sguardo lo ringraziava di rimanere.

Chiuse un istante gli occhi, evocando la scena tragica. Di lì a una settimana ella sarebbe morta, ed egli piangerebbe presso al suo cadavere.

—A che pensate?—egli chiese, prendendole delicatamente la mano. Un bottone della vestaglia si slacciò; la manica s'aperse e lasciò vedere il polso esile e il principio del braccio nudo. Mario posò la bocca avida su quella pelle candida e delicata sotto cui appariva il fine intreccio delle vene cerulee.