Si scosse ella dalla funebre visione, con moto rapido tirò indietro il braccio e si riabbottonò la manica.

—Quanto vi pesano le mie carezze!—egli disse. E nell'accento ond'egli pronunziò queste parole c'era un misto di collera, d'ironia, di dolore.

Ella non rispose, ma gli occhi le si gonfiarono di lacrime, nella coscienza dell'irreparabile ch'era sorto fra loro. Mai più, se pur ella fosse vissuta, mai più la loro affezione si sarebbe svolta limpida e calma come l'acqua d'un gran fiume che corre tra due rive fiorite; mai più nelle placide sere, seduti l'uno accanto all'altra, avrebbero discorso tranquillamente d'arte, di letteratura, di musica; mai più ell'avrebbe suonato per lui i pezzi ch'egli preferiva. La battaglia, ch'ella lo aveva aiutato a vincere sopra sè stesso, ricominciava. Poich'egli conosceva il suo fallo, che ragione aveva di rispettarla?

Anche in lui era il vano, angoscioso rimpianto di ciò che non poteva tornare. Egli guardava quella stanza piena dei ricordi del loro affetto, quei libri che avevano sfogliato insieme e tanti dei quali erano stati comperati e offerti da lui, guardava quel cembalo chiuso, quei quaderni di musica di cui egli le aveva voltate le pagine, quelle tappezzerie, quelle stampe, quei mobili, quei gingilli, quei quadri, tutte forme note e care, parlanti al suo cuore un linguaggio domestico. Mai più, esse gli dicevano adesso, mai più.

Ed egli, ribellandosi alla cruda sentenza, era tratto irresistibilmente a pensare all'unico modo per cui il mai più avrebbe potuto mutarsi in sempre. Poichè non c'era altra via: o sposarla o partire.

Pur non ancora osava fare il gran passo. Lo tratteneva l'idea del ridicolo. Che si sarebbe detto di lui? E come avrebbe trionfato Venosti Flavi a vederlo così presto abboccare all'amo!

Per non cedere alla tentazione, Vergalli si accommiatò.

—Quando ci rivedremo?—chiese la Teresa, tendendogli la mano.

—Ma… anche stasera, se credete.

—No… questa sera no… Fin che non mi son rimessa interamente voglio andare a letto presto… Così non vi lagnerete ch'io non mi curi.