—Ma che diritto—interruppe con qualche vivacità il sottotenente—che diritto ha quel signor conte di approvare o non approvare la tua condotta?

—Caro mio—replicò la Teresa—il diritto di giudicare i propri simili se lo prendono tutti, anche quelli che non lo avrebbero… E Vergalli lo ha… Ti ripeto ch'è amico mio, il mio migliore amico.

—In tal caso, o presto o tardi il suo bravo predicozzo te lo farà.

—Dovresti essergli riconoscente di non farmelo che tardi.

—Non lo nego… Tuttavia…

—Che c'è ancora?

—Mi trovi sconveniente?

—Ti trovo… curioso fuori di luogo… Ecco…

—Se è così, taccio.

—Parla, andiamo.