—Ebbene resta fin tanto ch'io saluto Wolff, il pittore tedesco. Torno subito a prenderti.

E s'avvicinò a un artista che addossato a uno dei pilastri dell'intercolunnio centrale copiava l'ambone e la Vergine col bambino che lo sormonta.

La Teresa Valdengo non pregava più. Con le mani intrecciate sulle ginocchia ella guardava intorno a sè, di sotto il velo abbassato. Dinanzi all'altare da cui il prete era sceso ardeva qualche candelabro, qualche fiammella solitaria tremolava nelle lampade massiccie d'argento pendenti dal sommo degli archetti. Gruppi di forestieri giravano qua e là levando gli occhi verso i mosaici delle cupole, procedendo guardinghi sul pavimento liscio e ondulato. Bella come un'apparizione, una coppia di sposi dal tipo anglosassone saliva i cinque gradini del presbiterio; egli spirante dalla fisonomia la calma leonina dei forti, ella appoggiata al braccio di lui, stretta alla vigorosa persona come l'edera al tronco; saliva lenta la fulgida coppia sui gradini marmorei e pareva lasciar dietro a sè un solco d'amore e di giovinezza…. Dalla parte opposta della crociera un'altra messa cominciava; le panche si empivano di fedeli; per l'aria tiepida e grave errava un profumo d'incenso; dalla nicchia d'un confessionale spuntava il lembo d'un vestito di seta. Di quali colpe s'accusava quella donna sconosciuta? A quali pene cercava un conforto?…

—Eccomi—disse la Giulia Orfei che s'era congedata dal pittore.

La Teresa sorse in piedi e si mise a fianco della sua compagna. Questa, presso alla porta, bagnò le dita nella pila dell'acqua santa e si fece il segno della croce; indi ripigliò:—Io, vedi, quasi ogni mattina la mia messa l'ascolto. Se ne faccio a meno sento che mi manca qualcosa.

—Parli della messa come parleresti del caffè che si prende appena alzate—osservò la Valdengo.

—Non scherzare, Teresa…. Mi conosci da bambina. Ho sempre avuto religione, io.

L'altra sospirò.—E credi che io non ne abbia?

—Oh, lo so…. La vostra religione fumosa, vaporosa…. Tant'è non averne.

—Ti pare?