E ora, infilata ch'ebbe la sua vestaglia e fatto il suo simulacro di colazione, ella stette ad aspettarlo con un'ansietà maggiore dell'usato. Perchè aveva egli quella mattina anticipata la visita quotidiana? Che aveva saputo? Che aveva supposto?
XXVIII.
Mario Vergalli giunse un po' prima dell'una, pallido, stravolto.
—Mi duole che non m'abbiate trovata in casa questa mattina—ella disse.—La Giulia Orfei ha voluto a tutti i costi trascinarmi a far quattro passi… Ma che avete?… Siete turbato!… Via, accomodatevi, parlate.
—Oh sì, molto turbato—egli rispose afferrandole la mano.—Teresa,
Teresa, perchè tanti sotterfugi con me?
Ella impallidì.
—Quali sotterfugi?
—Voi foste a Milano—riprese Vergalli.—C'eravate nel giorno che ci fui io di passaggio… Vi hanno vista in un fiacre. E poichè quella sera la stessa persona deve aver visto me, si è creduto che fossimo insieme… Voi sapete pure che non eravamo insieme… Con chi eravate?
L'insinuazione contenuta in questa domanda fece salire una fiamma al viso della Valdengo. Pur si frenò. Non erano più i tempi in cui ella poteva fulminare col suo disprezzo chi dubitava di lei.
—Hanno ardito sostenere ch'io ero con qualcheduno?—ella chiese.