Bisognava mentire, e la Teresa ripetè a Vergalli la storia della sarta.

—Per questo siete andata a Milano?—proruppe il conte Mario.

—Sì, qual meraviglia? Non lo sapevate che una parte de' miei vestiti li ordino a Milano?… Per solito la sarta vien lei un paio di volte all'anno a Venezia; quest'autunno non poteva venire; sono andata io…. Ecco, anche per la toilette sono come le altre donne.

Vergalli tentennò la testa con aria scettica.

—Vi siete messa in viaggio sola, senza nemmeno la vostra cameriera… mentre stavate già poco bene?… No, no, Teresa, dite ch'io non ho il diritto d'interrogarvi, dite che siete padrona assoluta di voi stessa, ch'io non sono nè vostro marito, nè vostro padre, nè vostro fratello, nè vostro amante; ma non mi trattate come un bambino al quale si dà a credere quello che piace.

Egli chinò la testa sul petto, schiacciato sotto un peso intollerabile.

—In nome del cielo—esclamò la Valdengo—che supponete? Ch'io fossi a Milano con un uomo, con un amante… un secondo amante… perchè il primo era ormai…?

Fece con la mano quel gesto che si fa per accennare a cosa molto lontana. E seguitò con amarezza:—A qualche giorno di distanza sarei passata dalle braccia dell'uno alle braccia dell'altro?….

Vergalli le troncò le parole a mezzo.—No, Teresa, non mi attribuite questo pensiero… Mai, mai esso mi è balenato nella mente.

—E allora?