— Perdonandogli la sua età matura, il suo brutto visaccio, e i suoi capelli che imbiancano — soggiunse il professore, compiendo la frase.

— Allora — saltò a dire la Gilda — io porterò in campo le mie cicatrici e il mio occhio sinistro...

— Zitti tutti e due — gridò il capitano Antonio col suo vocione — amatevi e fatemi presto diventare padrino d'un bel maschiotto... Questo è l'essenziale.

— Oh! — bisbigliò la Gilda, arrossendo.

E il professore, tanto per mutar discorso: — E voi — disse — non penserete mai a farvi una famiglia?

— Io? A sessantadue anni?... Eh via, a trentotto, ne avete trentotto, non è vero?

— Sì.

— A trentotto la cosa va co' suoi piedi, ma a sessantadue poi... ho proprio paura ch'essa andrebbe coi piedi degli altri.


La storia è finita. Che se qualcheduno volesse sapere che cosa pensi di queste nozze la signora Dorotea, dirò soltanto ch'ella ne è felicissima, che sostiene d'avervi contribuito per gran parte, ma che non sa persuadersi come un così bel matrimonio non debba fruttarle una vincita al lotto. E sì ch'ella va giocando a ogni estrazione i numeri che le sono suggeriti dalla cabala e da persone sperimentate e autorevoli.