Vi furono alcuni secondi di silenzio. Alla fine il dottor Grolli alzò il viso dalla carta, si levò gli occhiali, si passò la mano sulla fronte, e disse: — Capitano, se foste qui in quel bel giorno, consentireste a prendermi a bordo del vostro legno per qualche mese?
— Voi?... In mezzo alle balle di cotone e ai sacchi d'indaco?
— Sì — soggiunse il professore con quanto maggior disinvoltura gli fu possibile. — Allora le mie cure di tutore saranno finite, avrò la mia piena libertà, e ne approfitterò per vedere un po' di mondo. Che c'è di strano?
— Nulla... Anzi... figuratevi se vi prenderei a bordo volentieri... Ma chi sa dov'io sarò in quel tempo?
— Se sarete lontano, pazienza.
— Curiosa idea la vostra... E non vi fa male il mare?
— Non lo so, non ho mai provato... Speriamo di no.
— Siamo intesi dunque... Oh dev'esser tardi... Me ne vado... A domattina.
— Verrò a prendervi all'albergo con la Gilda, e andremo insieme alla stazione.
— Sì, addio, Grolli... Lasciate che vi stringa la mano... Sono superbo della vostra amicizia. Non vi dico altro.