— Dove?

— Là — egli rispose, segnando un punto del vestito.

— Questi sono cavilli. Insomma ho vinto io... Non è così, zio Aldo? — ella esclamò, correndo verso il professore che camminava nell'andito col capo chino e con le mani intrecciate dietro la schiena. E soggiunse scherzosamente: — Bisogna far lega, noi due, contro questo signorino.

— Davvero? — replicò il professor Romualdo, sforzandosi a sorridere.

— Badino, badino — riprese l'Albani, e mentre parlava fece un mezzo giro sui talloni. — Non vedono quello che ho dietro alle spalle.

— Sì... Ha lo zaino... Oh bella, vorrebbe farci paura con lo zaino? Se dicesse l'alpenstock, meno male... Quello lì potrebbe passare per una lancia...

— Oibò, oibò. La mia forza risiede oggi nello zaino. Sa che cosa c'è qui dentro?... Ci sono le provvigioni, c'è l'arrosto, il salame, il pane, il vino... Sta in me di affamare il nemico. E il nemico affamato si arrende.

— O muore — soggiunse in tono eroicomico la giovinetta.

— Pazzerella che sei! — disse il professore.

Ed ella: