Per Mario, reduce dal suo viaggetto, non fu piccola meraviglia trovar alzata la Gilda. Quando egli la vide adagiata nella poltrona, smunta in viso, col suo corpicino sottile perduto nell'ampia veste da camera, pensò alla stupenda e florida giovinetta che aveva incontrato sulle Alpi, e durò fatica a frenare una lagrima.

Ella s'accorse del suo turbamento, abbassò gli occhi, e si passò rapidamente la mano sulla fronte.

— Devo parlarti — disse poi — fatti più vicino... No... anzi, prima chiudi quei due usci... quello che dà nell'andito, e quello che mette nella camera della signora Dorotea. Dall'altra parte non può venir nessuno... Mio zio è all'Università.

Questi preparativi lo sgomentarono alquanto. Che rivolgeva ella nell'animo?

— Sii franco come sarò io — ella principiò. — Il dissimulare non giova... Nulla può mutare omai la mia risoluzione.

— La tua risoluzione?... Quale?

— Io non sarò più tua moglie.

— Che dici? Perchè?

— Oh! Non me lo domandare... Guardami. Egli comprese il significato delle sue parole, ed esclamò: — È per questo? È per questo?

— Sì... Ci pensai fin dal primo giorno in cui mi colse la mia sciagura... Adesso ho deciso... inesorabilmente deciso.